Divisioni Aziendali

Newsletter

Iscrizione alla newsletter

Chi Siamo

Accreditamenti »
Patent Box – l’Agenzia delle Entrate punta alla semplificazione
Mercoledì 31 Maggio 2017 10:19

Semplificare, è questo l’obiettivo numero uno che l’Agenzia delle Entrate si è data per rendere più “snella” e facile la procedura tramite la quale poter usufruire del regime di agevolazione fiscale denominato “Patent Box”.

Quest’ultimo prevede un regime di esenzione dalla base imponibile, ai fini IRES ed IRAP, dei redditi derivanti dallo sfruttamento dei beni immateriali (brevetti, disegni e modelli, software e know-how), sui quali l’azienda abbia investito nell’esercizio di opzione e nel triennio precedente per attività volte al mantenimento, accrescimento e sviluppo del bene immateriale.

Il biennio 2015 – 2016 è stato un vero e proprio boom di domande, ben oltre le aspettative più rosee che potevano filtrare da ambienti governativi o della stessa Amministrazione. Al 31 Dicembre 2015 risultavano presentate 4.473 domande di accesso alla procedura di accordo preventivo, di cui 63 sono state rigettate perché non soddisfacevano i requisiti minimi di ammissibilità stabili dalla norma (D.M. xxxx). Durante l’istruttoria sono “decadute” altre 2.523 domande in quanto le aziende interessate non hanno proceduto con la presentazione della documentazione integrativa.

Quindi, in totale le istanze ammesse a contraddittorio, che saranno oggetto di analisi con l’Agenzia delle Entrate, risultano essere pari a 1.887 per l’anno 2015 e pari a 1.819 per l’anno 2016. Data la validità quinquennale della misura ci si aspettava una forte propensione ad accedere al regime il primo anno, mentre, come si evince dai numeri, vi è una sostanziale tenuta dell’appeal dello strumento anche per il 2016.

Va detto che dai dati a disposizione per gli anni 2015 e 2016, l’unico bene immateriale per il quale si presenta un trend in aumento come numero di domande di accesso alla procedura di accordo preventivo è il software con un totale di domande presentate passate dalle 304 del 2015 (8,23%) alle 485 del 2016 (14,85%).

Su questi numeri, l’8 Maggio in un incontro promosso da Indicam (Istituto di Centromarca per la lotta alla contraffazione presieduto da Mario Peserico) dal titolo “Le leve fiscali per lo sviluppo delle imprese: l’esempio del Patent Box), il direttore dell’agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, si è impegnata a rendere l’iter per poter usufruire dei benefici fiscali derivanti dal Patent Box sempre più semplice e di rapida esecuzione sia per l’Agenzia che per le piccole e medie imprese, rendendo, di fatto, una misura pensata “sartorialmente” per le grandi aziende, accessibile e sempre più appetibile anche per lo scheletro di imprese innovative nonostante le dimensioni ridotte, che caratterizza il nostro Paese.

Il direttore Orlandi ha ammesso che un approccio serio e pragmatico con la normativa deve passare per uno sforzo importante anche da parte dell’Amministrazione nei riguardi di una normativa entrata in vigore in ritardo rispetto ad altri Paesi Europei con la Legge di Stabilità 2015 e  <>.

Durante lo stesso incontro la stessa Orlandi ha affermato che sinora solo 15 istanze sono state definite al fine di poter avere dei “casi pilota” e creare degli standard di settore che permettessero di accelerare le procedure per l’ottenimento del beneficio fiscale. Inoltre la Orlandi si è impegnata nel definire il 90% delle istanze pendenti in sede di contraddittorio entro il 31 dicembre 2017.

La speranza di fondo per le aziende interessate è che siano mantenuti gli impegni presi e che vi sia una semplificazione nei rapporti azienda-amministrazione al fine di consentire alle aziende di poter usufruire di un beneficio fiscale certo e stabile.