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Il Bonus Ricerca applicato a progetti di Ricerca e Sviluppo per la riqualificazione ambientale
Venerdì 09 Giugno 2017 10:43

Un’impresa che vuole essere competitiva deve sviluppare processi di Ricerca e Sviluppo, evolvendosi continuamente, migliorando ed innovando processi e prodotti.

È proprio in questo frangente che entra in gioco il Bonus Ricerca. Quest'ultimo rappresenta lo strumento più semplice ed efficace a cui possono ricorrere le aziende che intendono svolgere attività di Ricerca e Sviluppo nel periodo 2016-2020. In questo modo, infatti, possono ottenere un significativo sgravio fiscale, grazie al credito d'imposta.

Di seguito verrà esposto come funziona il “metodo BONUS RICERCA” considerando un caso realmente realizzato da NovaFund S.p.a. La società in questione opera nel settore della bonifica ambientale.

 

Presentazione dell'azienda oggetto del case study

Il case study proposto in questo articolo ha come soggetto un’impresa qualificata per i lavori pubblici. Essa si proietta, grazie ad progetto finanziato dall’UE, alla realizzazione di quartieri green, attuando un bonifica degli edifici residenziali.

Si tratta di un progetto ambizioso, che promette di incrementare significativamente l’efficienza energetica globale della città attraverso una serie di strumenti:

  • l’uso delle energie rinnovabili;
  • la sostenibilità dei trasporti urbani;
  • la riduzione delle emissioni di gas serra nelle aree urbane, per garantire ai cittadini migliori condizioni di vita;
  • bollette energetiche più basse;
  • trasporti più veloci;
  • creazione di nuovi posti di lavoro.

L’azienda si avvale di certificazioni SAO per diverse categorie:

  • OG1: edifici civili ed industriali (classe IV);
  • OG3: strade, autostrade, ponti, viadotti, ferrovie (classe II);
  • OG9: impianti per la produzione di energia elettrica (classe III);
  • OG12: opere ed impianti di bonifica e protezione ambientale (classe I).

Tale impresa inoltre realizza e progetta impianti fotovoltaici e si occupa di riqualificazione energetica degli edifici. L’azienda ha ottenuto le certificazioni ISO 9001:2015 e ISO 14001:2015.

L’azienda ha portato avanti anche un altro progetto facente capo al Building Information Model (BIM). Quest'ultimo rappresenta un contenitore di informazioni, anche molto dettagliate, di tipo strutturale, fisico, geometrico, funzionale, energetico, impiantistico e di automazione. In un unico modello sono contenuti moli di dati relative sia alla natura architettonico-strutturale sia a quella impiantistica. A questi dati si unisce una grafica tridimensionale e la possibilità di “navigare” in maniera fluida e intuitiva nel modello. Il BIM è uno strumento di progettazione che analizza gli obiettivi della commessa. Non solo: realizza uno sviluppo previsionale sui tempi e le risorse impiegati per una corretta gestione del ciclo produttivo.

 

Le spese di Ricerca e Sviluppo sostenute dall'azienda del nostro case study

Di seguito  verranno analizzate le varie fasi che hanno portato al calcolo del credito d’imposta che l’azienda è riuscita ad ottenere mediante l’applicazione del bonus ricerca.

L’azienda in questione ha realizzato nel periodo d’esercizio 2016 investimenti agevolabili per un totale di €149.647,79. Le spese totali possono essere così ripartite:

  • €130.400,52 relativi al primo gruppo di spese (personale altamente qualificato), agevolabili nella misura del 50%;
  • €19.247,27 per il secondo gruppo di spese (attrezzature e strumenti di laboratorio, competenze tecniche e privative industriali) agevolabili nella misura del 25%, a fronte di investimenti rilevanti effettuati nei periodi di imposta precedenti (2012, 2013 e 2014).

Più precisamente:

  • per l’anno 2012 sono presenti le seguenti voci di costo relative ad attività di Ricerca e Sviluppo:
    IMMOBILIZZAZIONI 31/12/2012:
    ? Immobilizzazioni immateriali
    ? Costi di ricerca, di sviluppo e di pubblicità 40.310
    L’importo totale è di €3.744,00, relativi alla sola voce di costo per il personale altamente qualificato.
  • per l’anno 2013 non sono state sviluppate attività di Ricerca e Sviluppo;
  • per l’anno 2014 non sono state sviluppate attività di Ricerca e Sviluppo.

Ai fini del calcolo della “spesa incrementale complessiva”, la media degli investimenti pregressi risulta essere complessivamente pari ad euro 1.248,00 (3.744.00/3).

Di conseguenza, la “spesa incrementale complessiva”, pari alla differenza tra gli investimenti realizzati nel periodo di imposta 2016 (€149.647,79) e la suddetta media di riferimento (€1.248,00), risulta essere pari a €148.399,79 (149.647,79 ?1.248,00).

Come avviene il calcolo del credito d'imposta

Per stabilire l’importo del credito d'imposta spettante all’azienda è stato necessario determinare separatamente per ciascun gruppo di spese la spesa incrementale agevolabile. Tale spesa è rappresentata dalla differenza tra l’ammontare degli investimenti realizzati nel 2016 ed il valore dell’investimento medio realizzato nel triennio 2012-2014.

Tale valore risulta essere pari a €1.248,00 per il primo gruppo di spese e a € 0,00 per il secondo gruppo di spese.

Di conseguenza, la spesa incrementale agevolabile relativa al primo gruppo di spese - pari alla differenza tra l’investimento realizzato nel periodo di imposta 2016 (€ 130.400,52) e il suddetto valore (€ 1.248,00), risulta essere di €129.152,52 (130.400,52?1.248,00). Invece, la spesa incrementale agevolabile relativa al secondo gruppo di spese - pari alla differenza tra l’investimento realizzato nel periodo di imposta 2016 (€ 19.247,27) e la suddetta media (€ 0,00), risulta essere di €19.247,27 (19.247,27-0,00).

Tenuto conto che per entrambi i gruppi di spese vi è un incremento, a ciascun incremento è stata applicata l’aliquota agevolativa stabilita per il gruppo corrispondente.

Dunque, il credito di imposta maturato, che l’azienda ha potuto utilizzare in compensazione a decorrere dal 1° gennaio 2016, ammonta complessivamente a €69.388,08.

 

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