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I metodi di calcolo del Reddito dei beni immateriali in ottica Patent Box – Il Residual Profit Split Method
Giovedì 15 Giugno 2017 15:24

Elemento principe della misura agevolativa denominata “Patent Box” è lo studio, lo sviluppo e la predisposizione delle metodologie di calcolo del reddito derivante dallo sfruttamento economico dei beni immateriali. Questi ultimi sono brevetti, disegni e modelli, software ed informazioni ed esperienze aziendali qualificabili come know-how. Tale reddito sarà escluso dalla base imponibile IRES ed IRAP per una quota pari al 50% dell’ammontare calcolato. Quindi, non concorrerà per tale quota a formare oggetto di tassazione per le imposte indicate.

Per determinare i metodi e criteri di calcolo del contributo economico al reddito di impresa derivante dall’utilizzo dei beni immateriali agevolabili, il DM del 30 Luglio 2015 al punto 3 dell’articolo 12 stabilisce che si debba fare riferimento agli “standard internazionali rilevanti elaborati dall’OCSE con particolare riferimento alle linee guida in materia di prezzi di trasferimento”. Questo nonostante si tratti di due discipline autonome e tecnicamente distinte.

Uno dei metodi e criteri per la determinazione dei prezzi di trasferimento intercompany di Società infragruppo residenti in Paesi esteri è il “Residual Profit Split Method”. Il suo obiettivo è individuare un reddito associabile al solo sfruttamento dei beni immateriali dell’azienda. Tale individuazione avviene enucleando il contributo alla produzione del reddito aziendale delle diverse funzioni nelle quali risulta attiva l’azienda.

1° Step – Individuazione delle funzioni in cui opera l’azienda ed il relativo reddito

Si tratta di distinguere le attività che l’azienda cura direttamente e quelle che provvede ad esternalizzare a terzi soggetti. Questo in riferimento alla catena del valore, che va dalla materia prima alla realizzazione del prodotto finito, fino alla distribuzione dello stesso presso il cliente finale. E’ esemplificativo il caso di aziende attive nel settore della moda. Esse esternalizzano la funzione di produzione in Paesi a basso costo del lavoro, sopportando i costi di import – export delle merci. Per esempio, sdoganamento, dazi doganali, adempimenti burocratici.

Generalmente si è soliti distinguere due tipologie di funzioni routinarie, ossia:

  • produzione;
  • distribuzione.

2° Step – Analisi Benchmark di settore

Il primo passo è individuare le funzioni di attività dell’azienda (c.d. funzioni routinarie) e la relativa quota di reddito aziendale attribuibile. Questo attraverso opportune analisi di benchmark di settore. In seguito, occorre isolare l’extraprofitto associabile ai beni immateriali dell’azienda. Esso è ottenuto come differenza tra il reddito aziendale ed i redditi attribuibili alle funzioni routinarie individuate.

 

3° Step – Identificazione reddito associabile ai beni immateriali

Infine, occorre associare un reddito ai beni immateriali agevolati. Bisogna avere cura di definire un criterio congruo di ripartizione di tale reddito ai singoli beni immateriali. Tale criterio deve essere definito qualora questi beni non siano legati da un vincolo di complementarietà. Invece, nel caso in cui esista tale vincolo, è possibile considerare i beni come unica entità alla quale associare il reddito differenziale calcolato in precedenza.

 

Alcune precisazioni

Il metodo del Residual Profit Split sconta alcune difficoltà logiche e tecniche. Queste derivano dal fatto che lo stesso sia mutuato tal quale da logiche proprie all’ambito di individuazione dei prezzi di trasferimento. Tuttavia, allo stato risulta essere un metodo ragionevole che trova ampi segnali di approvazione da larga parte della dottrina. E' considerato un criterio idoneo, considerato il contesto socio-economico del nostro Paese e lo scenario legislativo nazionale ed internazionale. In particolare, la determinazione del contributo alla produzione del reddito aziendale derivante dai beni immateriali. Questo da un lato rende applicabile un criterio tecnicamente “appropriato”, (seppur con i limiti dello stesso). Dall’altro lato permette di legare in modo più logico e ragionevole il reddito derivante dai beni immateriali con l’andamento reddituale dell’azienda nel suo complesso considerata. Resta ben inteso che l’applicazione di tale metodo è subordinata all’impossibilità di utilizzare i metodi del confronto del prezzo (CUP). Quest'ultimo è indicato dalle Linee Guida OCSE come “preferibile” rispetto alle altre metodologie. Tra queste, appunto, il Residual Profit Split.

 

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